Quando la vita ci mette davanti a ciò che non possiamo controllare
La tempesta Gloria continua a colpirci con vento e pioggia.
E mentre la casa trema, mi accorgo che il clima è un buon esempio di tutto ciò che non possiamo controllare, ma solo accettare.
Nella vita accade qualcosa di simile. Ci sono situazioni che non dipendono da noi: perdite, conflitti, decisioni di altre persone, cambiamenti improvvisi. Ed è proprio qui che emerge una domanda fondamentale per il nostro crescere come persone:
Qual è la differenza tra accettare e rassegnarsi?
Comprendere questa differenza è una delle chiavi in molti percorsi di terapia e crescita personale.
La rassegnazione spegne. L’accettazione apre
Quando un cliente mi dice:
«Mi sto rassegnando», sento tristezza.
Quando invece dice:
«Lo accetto», appare una sensazione molto diversa: calma.
La differenza può sembrare piccola, ma non lo è affatto.
Rassegnarsi significa arrendersi senza speranza.
Accettare significa guardare la realtà con gli occhi aperti.
Accettare vuol dire riconoscere ciò che sta accadendo senza negarlo, senza mascherarlo e senza fuggirne.
Nella terapia Gestalt, imparare ad accettare ciò che accade nella nostra vita è spesso il primo passo per poterlo trasformare.
Accettare non è sottomettersi, è partecipare
La rassegnazione è passiva.
È come fingere di essere morti per sopravvivere.
L’accettazione, invece, è un atto attivo. Significa riconoscere ciò che c’è senza rinunciare a ciò che potrebbe ancora diventare possibile.
Facciamo un esempio semplice.
Rassegnarsi è dire:
«Non ho la forza, quindi posso solo fare questo e basta».
Accettare è dire:
«Per ora posso fare solo questo… e continuerò a provarci».
La differenza sta nell’atteggiamento interiore.

Accettare è scendere in campo, anche se si può perdere
La persona rassegnata resta in panchina.
Chi accetta entra in campo, anche sapendo che potrebbe non vincere.
Accettare significa non rinunciare a se stessi.
Significa vivere con i propri conflitti senza negarli, senza evitarli e senza abbandonarsi dentro di essi.
Significa scegliere come stare con se stessi, anche quando il vento soffia forte e il cammino si restringe.
Molto spesso, in un percorso terapeutico, ciò che cambia non è la situazione esterna, ma il modo in cui ci posizioniamo davanti ad essa.
La pace non è assenza di conflitto
Vivere in pace non significa che tutto sia perfetto.
La pace non è assenza di conflitto. È presenza nel mezzo del conflitto.
Significa assumersi la responsabilità di ciò che accade, gestire i propri conflitti con maturità ed essere disposti a imparare da essi.
Questo apprendimento è una parte essenziale di ogni percorso di crescita personale e terapia Gestalt.
Sopravvivere non è lo stesso che vivere
Accettare significa restare in movimento.
Significa abitare la propria vita senza disconnettersi da essa.
Significa ricordare che il risultato della partita può cambiare in qualsiasi momento:
con una comprensione, con un abbraccio, con una decisione, con un sorriso.
Accettare la realtà non ti paralizza: ti restituisce la capacità di agire.
Non è mai troppo tardi per tornare a giocare
Se senti di aver messo la tua vita in pausa, se percepisci che ti stai arrendendo troppo presto,
forse ciò di cui hai bisogno non è lottare di più…
ma accettare con coraggio ciò che c’è e scegliere di nuovo da lì.
La terapia Gestalt offre uno spazio per questo.
Un luogo in cui puoi guardarti senza giudizio, comprendere ciò che stai vivendo e recuperare la capacità di scegliere come vuoi vivere la tua vita.