Quando il corpo ci costringe a fermarci
A volte basta un semplice raffreddore per fermarci.
Non una grande crisi. Non un evento drammatico.
Solo un corpo che dice: «Basta.»
E allora, tra mocci, stanchezza e digestioni troppo veloci, ci troviamo davanti a qualcosa che spesso preferiamo dimenticare: la nostra fragilità.
In molti percorsi di terapia Gestalt e crescita personale, imparare ad ascoltare il corpo diventa una porta di accesso a una comprensione più profonda di noi stessi.
Perché a volte il corpo parla prima della mente.
La forza fisica e la forza emotiva
Non sono abituato ad ammalarmi.
E quando perdo forza fisica, sento che vacilla anche il mio equilibrio emotivo.
Mi sento vulnerabile, fragile, attraversato da pensieri più grigi del solito.
So di non essere l’unico.
Per molte persone l’energia del corpo e lo stato d’animo sono profondamente collegati.
Per questo, in molti percorsi di terapia Gestalt, lavorare sulla consapevolezza corporea diventa fondamentale per comprendere ciò che stiamo vivendo.
Essere terapeuta non mi esime dall’essere umano
Accompagnare processi di sviluppo personale non significa aver risolto tutto.
Non significa non avere paura.
Non significa non sentirsi stanchi.
Non significa non cadere.
Significa qualcosa di molto più onesto: imparare ad accompagnare anche me stesso quando questi momenti arrivano.
Senza pretendere di essere invulnerabile.
Senza pretendere di essere qualcosa di diverso da una persona in cammino.
La terapia Gestalt non cerca terapeuti perfetti, ma persone consapevoli dei propri processi.
Quando non so fermarmi, il corpo mi ferma
A volte mi chiedo se i piccoli malesseri siano il modo in cui il corpo ci ricorda qualcosa di essenziale.
Che abbiamo bisogno di rallentare.
Che anche se la mente vuole continuare a correre, il corpo chiede riposo.
In molti percorsi di terapia e di cura di sé, imparare ad ascoltare questi segnali precoci può evitare che l’esaurimento vada oltre.
Forse non dobbiamo aspettare che la vita ci costringa a fermarci.
Forse possiamo imparare a farlo prima:
rallentare prima dell’esaurimento,
prenderci cura di noi nelle cose invisibili,
ascoltare ciò che il corpo sta cercando di dirci.
L’equilibrio non è sempre emozionante… ma è necessario
Anni fa una professoressa mi disse una frase che allora mi irritò:
«Nel mezzo degli estremi si trova la verità.»
Io, giovane e appassionato, risposi:
«Nel mezzo degli estremi c’è solo noia.»
Oggi riconosco che aveva ragione.
Perché anche se l’eccesso può sembrare più eccitante, l’equilibrio è l’unico cammino davvero sostenibile.
E spesso, nella terapia Gestalt, il lavoro consiste proprio nel recuperare questo punto di equilibrio interiore.
Un percorso per tornare ad ascoltarti
Il counselling Gestalt non cerca di eliminare i tuoi estremi né di forzarti dentro schemi rigidi.
Cerca qualcosa di più umano.
Che tu possa riconoscere i tuoi meccanismi interiori.
Comprendere i tuoi ritmi.
Scoprire le tue trappole… ma anche le tue risorse.
E da questa consapevolezza imparare a prenderti cura di te in modo più libero, più amorevole e più saggio.
Se senti che è arrivato il momento di guardare come ti tratti e come potresti accompagnarti meglio, questo cammino può aiutarti.